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Si è concluso il 17 marzo processo di dieci migranti irregolari per l’incendio e la rivolta scoppiata il 22 giugno 2008, dopo la morte – in circostanze ancora da chiarire – di un recluso tunisino all’interno del centro. I dieci – tre maliani, due marocchini, due palestinesi, un turco, un egiziano e un tunisino – sono stati condannati a pene di carcere che variano da otto mesi a tre anni.
Per gli avvocati dei migranti si tratta «di un giudizio molto politico, che segue le richieste dei Pm, faremo appello». Davanti al tribunale di Parigi, si è svolto un presidio contro i Centri di identificazione ed espulsione.
Si prepara un’espulsione di massa dal Cie di Ponte Galeria verso la Nigeria. A bordo del charter che dovrebbe partire il 18 marzo, l’Italia vorrebbe far salire anche Joy, che ha denunciato un tentato stupro da parte dell’ispettore capo di polizia del Cie milanese di via Corelli, Vittorio Addesso. A bologna ci sarà un presidio alle 17 del 17, sotto le due Torri, mentre a Milano l’appuntamento è alle 18 a piazzale Cadorna, davanti alla stazione nord.
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S’bu Zikode
Questo articolo di S’bu Zikode, tra i promotori del movimento Abahlali baseMjondolo, provocò grande clamore all’epoca della sua pubblicazione, nel novembre 2005. Fu rapidamente tradotto in afrikaans, xhosa e zulu e ampiamente ripubblicato in quotidiani e riviste popolari. Si tratta probabilmente dell’articolo giornalistico maggiormente ripubblicato nel Sudafrica post apartheid.
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Tre giovani, due minorenni e un diciottenne, sono stati fermati nella notte dai carabinieri della Compagnia Eur con l’accusa di aver partecipato al raid ai danni di un bar gestito da bengalesi in via Murlo, nella zona della Magliana, domenica sera. I tre giovani, che dovranno rispondere di rapina e lesioni aggravate dalle motivazioni razziali, sono stati riconosciuti nel corso della notte anche dalle vittime del pestaggio.
A compiere il raid, intorno alle 20 di domenica, erano stati una quindicina di giovani armati di mazze che, dopo aver distrutto il locale e ferito tre bengalesi, avevano portato via anche il registratore di cassa. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, l’aggressione è seguita ad una lite, in strada, tra il gruppo di e un venditore ambulante bengalese. Uno dei ragazzi, dove aver preso un oggetto dalla bancarella, si è rifiutato di pagare. La lite è degenerata e il bengalese ha trovato rifugio all’interno del bar, dove poi hanno fatto irruzione anche gli altri ragazzi. Già in passato lo stesso gruppo di giovani, tutti residenti nella zona della Magliana, si era reso responsabile di altre aggressioni ai danni di immigrati. Uno dei fermati, in particolare, il 31 dicembre scorso, era stato arrestato con l’accusa di lesioni nei confronti di un bengalese.
Sarah Di Nella
Circa un centinaio di persone hanno partecipato al presidio di fronte all’internet point romano della Magliana, gestito da bengalesi, che ieri è stato distrutto da un raid razzista. Domani è stato indetto dalla communità bengalese un corteo che partirà alle 17 da via Murlo 7.
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Il 14 pomeriggio c’è stato un raid razzista in un negozio della periferia romana gestito da lavoratori del Bangladesh. Alle 15, presidio di solidarietà in via Murlo 7 [Magliana], di fronte al negozio distrutto.
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«Enea Emil è l’ennesimo bambino rom morto nel rogo provocato dalla stufa che doveva riscaldarlo. Viveva in un rifugio di fortuna dopo essere stato sgomberato con la sua famiglia dal campo di via Triboniano dove, se non altro, avrebbe avuto quel minimo che garantisce la sopravivenza di un essere umano e una piccola speranza per il proprio futuro. La perdita della vita e del futuro di un bambino, stroncati in questo modo a Milano, la città dell’ Expo, benestante e ‘accogliente’, significa una grande sconfitta della nostra società», ha dichiarato Dijana Pavlovic, vicepresidente della Federazione Rom e Sinti insieme.
«La politica feroce degli sgomberi e della ‘caccia al rom’ quotidianamente lascia centinaia di bambini al freddo e senza riparo», conclude Pavlovic.
Antirazzisti milanesi
La morte di un giovane rom in una baraccopoli della periferia est di Milano può apparire come l’ennesimo incidente, l’ennesima morte violenta che colpisce i rom. Una morte che, sempre apparentemente, non ha mandanti, non ha colpevoli se non il fato che si accanisce, come sempre contro i meno abbienti, gli emarginati, i deboli.
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Teatro Clandestino
Uno spettacolo teatrale sull’antirazzismo si aggira per il paese. Prenotatelo
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